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Persona educata e riservata, Arturo aveva  nella sua disponibilità e gentilezza le sue qualità più evidenti.Foto Arturo 2

 

Inizia la pratica del karate nel 1972 proprio sotto la guida del maestro Carlo Henke alla Nenryu di Verbania e già nel 1976 consegue a Roma la cintura nera 1° dan  diventando anche  istruttore e arbitro nazionale.  Nel 1989 è 4° dan e 1° dan di kobudo, un’altra disciplina che lo ha sempre affascinato. Ottiene la qualifica di arbitro internazionale nel 1997 e nel 2007 riceve dalle mani del presidente Henke il diploma di 7° dan “...uno dei momenti più belli  della mia vita nell’ambito del karate…” ha sempre confidato Arturo.

 

 La sua carriera del maestro Fragni è stata soprattutto legata all’arbitraggio dove per diversi anni è stato membro della Commissione nazionale arbitri e oltre alle innumerevoli convocazioni alle gare nazionali si ricordano le sue partecipazioni a diversi Campionati mondiali e Coppe del mondo in Italia e all’estero.

 

Nel 2001, dopo il mondiale di scozia, decide di ritirarsi dall’arbitraggio per dedicarsi esclusivamente alla famiglia e all’insegnamento nella ASD Bushido Cannobio che non aveva comunque mai interrotto già dalla sua fondazione, questo insieme all’amico e compagno d’avventura Daniele Mai (cintura nera 5° dan), coadiuvato dagli amici e suoi allievi fin da quando erano ragazzini, Graziano Grassi, Sblendorio Gianpiero e  Pattaroni Nicola, socio e direttore tecnico anche della ASD Karate Dojo di Tenero continua le sue partecipazioni a stage tecnici tenuti dai migliori maestri shotokan del mondo, da Kase a Nishiyama, da Shirai ,  Enoeda  a Kanazawa.

 

Sempre molto preciso e metodico  nella preparazione tecnica Fragni preferiva il karate tradizionale a quello sportivo, l’insegnamento tradizionale amatoriale a quello agonistico, portando comunque a far conoscere il nome della piccola Bushido fuori dai confini della provincia. Ma la sua caratteristica che più si evidenziava nel suo metodo d’insegnamento era il mettere sempre in primo piano e prima di tutto, il rispetto, la gentilezza e l’educazione.  “…Tenete alta la testa…” , diceva: “…non solo per l’equilibrio ma per la vostra fierezza…”

 

 

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